18 settembre 1938: Mussolini annuncia le leggi antiebraiche a Trieste


Il 18 settembre 1938 Mussolini annuncia a Trieste, in piazza Unità d’Italia, le famigerate leggi antiebraiche definendo “l’ebraismo mondiale un nemico irreconciliabile del fascismo”. Quelle vergognose leggi, sottoscritte dal re Vittorio Emanuele III, prepararono la Shoah in Italia. La scelta di Trieste, per l’annuncio, non fu casuale.Il raduno doveva svolgersi a Trieste, città mitteleuropea, accogliente, che il fascismo voleva italianizzare, prendendo di mira le istituzioni culturali ed economiche slovene e distruggendone le sedi. Trieste era antica sede di una delle maggiori Comunità ebraiche italiane che nel 1938 raggiunse il numero di 7.000 persone su 350.000 abitanti. La fiorente Comunità che aveva contribuito per secoli allo sviluppo culturale triestino era ben inserita nel tessuto sociale e nulla poteva far pensare a una sua separazione dal resto dei cittadini. L’elemento sconvolgente di quel tragico giorno fu l’enorme folla che ascoltò il discorso di Mussolini. Ricordava Primo Levi, nel 1976 “ Tutti devono ricordare che Hitler e Mussolini quando parlavano venivano creduti, applauditi, adorati come dei, erano capi carismatici. Occorre essere diffidenti con chi cerca di convincerci con strumenti diversi dalla ragione, ossia con i capi carismatici: dobbiamo essere cauti nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volontà. E’ meglio rinunciare alle verità rivelate, anche se ci esaltano per la loro semplicità. E’ meglio accontentarsi di altre verità più modeste e meno entusiasmanti, quelle che si conquistano faticosamente, a poco a poco, con lo studio, la discussione e il ragionamento, e che possono essere verificate e dimostrate.”

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