19 luglio 1992

19 luglio 1992: assassinati dalla mafia Paolo Borsellino e la sua scorta

Domenica 19 luglio Milano ricorda Paolo Borsellino, i cinque agenti della sua scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina  e le vittime della strage mafiosa del 23 maggio 1992 di Capaci. Dopo la strage di Capaci, dopo la morte di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino continua con determinazione il suo lavoro. In una intervista rilasciata 20 giorni prima della sua uccisione il magistrato racconta: “Ho temuto nell’immediatezza della morte di Falcone una drastica perdita di entusiasmo nel lavoro che faccio. Fortunatamente, se non dico di averlo ritrovato, ho almeno ritrovato la rabbia per continuarlo a fare.” Forse non c’è stato delitto più clamorosamente annunciato, come quello di Paolo Borsellino. Nell’intervista già citata Paolo Borsellino dichiara: “la sensazione di essere un sopravvissuto e di trovarmi in estremo pericolo, è una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me. E so anche che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare dalla certezza che tutto questo può costarci caro.”  Paolo Borsellino resta al suo posto e dichiara : “la lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra bellissima terra, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione della criminalità mafiosa, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e soprattutto le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.” 

In allegato locandina con le iniziative promosse per domenica  19 luglio.

Roberto Cenati – Presidente Anpi Provinciale di Milano

Precedente 28 giugno 1944 Successivo Distrutta a Milano l'installazione simbolo dei femminicidi