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DISCORSO 25 APRILE

25 aprile 2021 in Piazza Foglia

Di Poggi Ernesto, presidente sezione ANPI Rozzano. 

Breve discorso (a presenza ristretta di pubblico) in occasione della cerimonia del 25 Aprile 2021.

Anche oggi celebriamo il 25 Aprile senza cortei, senza manifestazioni, senza festa, nel pieno di una pandemia che sembra non avere fine. L’ANPI ringrazia il Sindaco per l’invito alla cerimonia e tutti coloro, soprattutto, che si prodigano con grande dedizione contro questo terribile nemico: operatori sanitari, forze dell’ordine volontari in genere, tutti i lavoratori che sono a contatto con il pubblico rischiando molto. Speriamo quindi nel vaccino che possa ricondurci a quella normalità ormai lontana nel tempo. 

Sono trascorsi 76 anni da quell’indimenticabile 25 Aprile in cui è avvenuta la liberazione dal nazifascismo. La generazione dei partigiani è quasi estinta, ma sono per noi ancora tutti presenti perché ci ricordano cosa ci hanno insegnato e trasmesso. 

E’ vero, i partigiani provenivano da vari schieramenti politici: comunisti, anarchici, socialisti, liberali, democristiani e anche monarchici. 

Inoltre, come ha detto il partigiano Arrigo Boldrini (il famoso comandante Bulow):” Abbiamo combattuto assieme per riconquistare la libertà per tutti, per chi c’era e chi non c’era, e anche per chi era contro”. 

Attenzione però: ciò è stato detto non per mettere tutti nel mazzo, partigiani e repubblichini solo perché” tutti combattevano per un ideale” come si afferma oggi in diversi maldestri tentativi di rimozione storica in nome della pacificazione. In questo modo infatti, volutamente, non si mette in evidenza chi stava dalla parte giusta. 

I partigiani hanno giustamente combattuto contro coloro che hanno voluto quella guerra disastrosa con l’intento di creare per tutti indistintamente, anche per coloro che erano stati i loro nemici, una società nuova che garantisse le libertà e i diritti negati nel ventennio fascista. A condizione però che tutti rispettassero la Costituzione nata dalla Resistenza che sancisce, appunto, tali libertà e diritti. 

E’ necessario adesso fare delle riflessioni. 

L’ANPI è doverosamente un’organizzazione apartitica, che vive però nella realtà della Nazione, nella realtà della gente che lavora, che studia, che ha bisogno. 

E’ nata comunque a difesa della nostra Costituzione che (anche se qualcuno voleva stravolgerla alcuni anni fa) non è ancora attuata pienamente. 

Quindi l’ANPI non può non denunciare le persistenti e violente manifestazioni neofasciste omofobe, xenofobe. 

Si ricorda comunque che per la Costituzione è un reato non solo la ricostituzione del partito fascista, ma anche la sua propaganda. 

La Legge Scelba del 1952 (art.4) lo chiarisce. E’ una legge attuativa della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione. 

Ciò è ribadito nella successiva legge Mancino del 1993. 

Quindi se queste manifestazioni non vengono sempre e adeguatamente punite, ognuno faccia in proposito le sue considerazioni. Per il fatto che i rigurgiti fascisti non danno il minimo segno di placarsi è avvenuta ultimamente una raccolta di firme per la “legge antifascista Stazzema”. Questa è a integrazione delle due precedenti menzionate ed è finalizzata a disciplinare pene e sanzioni verso coloro che attuano propaganda fascista con ogni mezzo, in particolare tramite socialnetwork e vendita di gadget. 

Questa proposta di legge di iniziativa popolare, parte dal sindaco di Stazzema, comune in provincia di Lucca dove, nell’agosto del 1944, una divisione di soldati nazisti trucidò 560 persone. 

I tentativi attuali di riabilitazione del fascismo sono molteplici. 

Circolano fake news incredibili sul fascismo, tutte ovviamente non lasciate senza contraddittorio dalla seria storiografia. Queste sostengono che tante sarebbero le cose buone fatte nel ventennio. 

Ma per smentire questa presentazione di un passato mitico di felicità perduta, basti pensare essenzialmente a tre cose che condannano il fascismo senza appello: il colonialismo, le leggi razziali e poi quella guerra disastrosa. Si accenni appena poi al duce del fascismo, il “nobile guerriero” che ha fatto quel vergognoso tentativo di fuga dopo aver ripetuto per anni:” Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi”. 

Vorrei poi accennare a un fatto che oggi, in piena pandemia, si deve mettere in rilievo. Assistiamo all’acutizzarsi della crisi economica: file interminabili di povere persone si ammassano, sempre più numerose e disperate, di fronte alle istituzioni caritative per cibo, abiti. La disoccupazione e la mancanza di mezzi primari di sussistenza, associati alla crisi sanitaria, mettono in ginocchio un sempre maggior numero di persone. 

Eppure la Costituzione all’art.3 comma 2, a proposito di rimozione degli “ostacoli di ordine economico e sociale” parla chiaro e rimane inascoltata. E’ di solidarietà che abbiamo bisogno in questi tempi difficili ed anche, si dice da più parti, di condivisione. La parola può far paura a qualcuno, ma recentemente ha parlato di condivisione anche Papa Francesco, affermando che questa era una prerogativa dei primi cristiani. Tale affermazione di Francesco comunque, merita una riflessione da parte di tutti, credenti e non credenti, perché bisogna considerare il fatto che la tragica pandemia che ci opprime viene chiamata da più parti “il virus della disuguaglianza”. Un sistema economico iniquo ha aumentato vertiginosamente le distanze: poveri sempre più poveri e numerosi, e ricchi sempre più ricchi.  E ciò è ovviamente in netto contrasto con il dettato costituzionale. 

Concludo quindi ribadendo che il 25 Aprile è una data fondamentale per la fine del fascismo. Questa, però, non solo ci dovrebbe spingere a ricordare, ma anche ad agire. 

Agire sì con i mezzi consentiti dalla legge, ma con decisione affinché la nostra Costituzione venga pienamente attuata. 

E ciò sarebbe già un grande traguardo. 

Infine comunico che è in stampa un libro interessante scritto da un nostro giovane socio di 18 anni (Flavio Fortese) con la collaborazione mia e di altri soci ed esperti. Si intitola” Antifascismo rozzanese, una storia da riscoprire”. 

In esso con il supporto di interviste a superstiti (tutti oltre gli ottant’anni, ovviamente) e di numerosi documenti si illustra la vita quotidiana a Rozzano all’inizio del secolo scorso, in particolare poi durante il ventennio. Soprattutto vi vengono evidenziate le sia pur modeste, ma esistenti e inedite azioni antifasciste della zona fino alla Liberazione. 

Buon 25 Aprile a tutti!