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Sciopero del marzo del 1944

di Roberto Cenati, presidente Anpi Provinciale di Milano

L’astensione dei tranvieri milanesi è l’unica nel settore attuata nei paesi occupati dai tedeschi. Ha una risonanza mondiale e viene citata da radio Monte Ceneri, dalla Voce di Londra, dalla Voce dell’America e da Radio Mosca. La preparazione curata dal C.L.N. inizia nel mese di gennaio con la costituzione di un “Comitato Segreto di Agitazione” del Piemonte, Lombardia e Liguria.
Tale Comitato sorge in ogni città e si espande nei quartieri e nelle fabbriche, ove si tengono riunioni settimanali. Ogni deposito è coinvolto nelle operazioni di distribuzione dei volantini. Alle officine Teodosio, a Milano, si prepara lo sciopero generale.
Dal 2 al 4 marzo l’astensione dal lavoro è totale e Milano è paralizzata, anche perchè i Gap mettono fuori uso una sottostazione elettrica e sabotano alcuni scambi nei punti nevralgici della metropoli. Segue una rappresaglia dura e feroce. Gli uomini della Muti dirigono le loro spedizioni punitive verso le case dei tranvieri, ubicate nei pressi dei depositi. Si apre una corsa contro il tempo e veloci staffette tentano di precedere le squadre fasciste. E’ il caso di Silvio Rossi che si precipita in via Brioschi, nel cortile della cooperativa dei tranvieri e grida: “Scappate, scappate, arrivano i fascisti! ”In altri caseggiati il preavviso non arriva in tempo e i tranvieri sono caricati su autocarri e portati al commissariato di via Pagano. Coloro che sono individuati come organizzatori vengono sin dal primo giorno incarcerati a San Vittore.
Dopo quella straordinaria settimana di scioperi molti tranvieri vengono deportati nei lager tedeschi dai quali non fecero ritorno.
Quarantaquattro sono i tranvieri milanesi che persero la vita nei lager nazisti, negli scontri con i nazifascisti nelle formazioni della Resistenza, o nei primi anni dell’opposizione al regime fascista.
Ai tranvieri milanesi è stata conferita la Medaglia d’oro al valor militare.