“I americàn a Rùzan” – Gli alleati a Rozzano durante la II Guerra Mondiale.

Fori provocati da una mitragliamento aereo alleato sul muro di una palazzina sulla strada Pavese a Rozzano Vecchio.

Caro lettore, in questo articolo abbiamo desiderato ricostruire il passaggio delle truppe alleate nel nostro paese tramite l’ intervista di un membro cresciuto a Rozzano durante quegli anni: Luigi C.

Autore: Flavio di A.N.P.I. Rozzano

Luigi C.

Luigi C. è uno dei membri più anziani dell’ A.N.P.I. di Rozzano, anche se si è iscritto alla nostra associazione solo recentemente. Luigi è nato a Lacchiarella nel 1935 e quando era ancora in fasce con la famiglia si è trasferito alla Cascina Ferrabue in Cassino Scanasio, frazione del nostro paese. Figlio di contadini, Luigi frequentò le scuole elementari durante la Guerra ed ebbe l’occasione di vedere in prima persona le vicende che caratterizzarono il nostro paese. Abbiamo deciso quindi di raccontare con lui l’arrivo delle truppe americane a Rozzano tramite un’intervista. Manteniamo il titolo che Luigi ci fornisce per spiegare la vicenda “I americàn a Rùzzan”.

Cosa si ricorda di quel giorno?

La cosa che mi ricordo di più fu quando gli allegati condividevano con noi bambini il cioccolato che tenevano nello zaino. I militari s’erano fermati nella piazzetta di Cassino per fare una sosta, e ci offrivano le barrette di cioccolata.

Com’erano visti gli americani a Rozzano?

Ben visti di certo, perché ci venivano a liberare dai fascisti che ci opprimevano. Quando c’erano le camicie nere non si poteva passeggiare per il paese senza essere fermati da un uomo della milizia fascista che chiedeva dove si stesse andando. Credevano di essere i padroni di tutto, ma americani gli hanno dimostrato loro il contrario.

Su quali mezzi arrivarono gli alleati?

Non mi ricordo bene ma mi sembra che fossero venuti su dei camion coperti per il trasporto delle truppe.

Portarono anche dei carro armati?

Sì, mi ricordo che li ho visti sfilare da lontano sulla strada Pavese. In realtà ci sono pure salito su un carro armato. Si fermarono, come ho detto, nella piazzetta di Cassino ed io, che ero curioso, con gli altri bambini mi sono avvicinato al mezzo. Si aprì il portellone del carro ed uscirono i soldati per pranzare. Uno dei soldati mi vide e volle offrirmi del cioccolato che stava consumando. Con dei gesti, mi comunicò di salire sul cingolato. Ovviamente non mi sono rifiutato! Mi ha dato una mano a salire sul mezzo e dopo ho assaggiato il cioccolato più buono del mondo, o almeno così mi è parso.

Che emozione provò quando arrivarono gli americani?

Tanta gioia: un sentimento di libertà che si manifestava in tutto. Perfino i mezzi corazzati con la stella bianca dipinta sul lato sembravano essere portatori di un futuro diverso.

Com’era il soldato che le diede il cioccolato?

Ho un lieve ricordo: era giovane, biondo e simpatico ovviamente perché mi offrì il cioccolato.

Come si comportarono le camicie nere all’arrivo delle truppe americane?

Prima che arrivassero erano già tutti scappati. Sinceramente, non andai nemmeno a curiosare cosa facessero perché era un periodo in cui non c’era pietà per nessuno e si rischiava perfino la pelle a far domande.

Vuole lasciare un messaggio ai giovani antifascisti?

Credete sempre nel potere della democrazia, non alle falsità delle vecchie e nuove camicie nere. Continuate sempre ad essere antifascisti e combattete sempre chi cerca di dominarvi e farvi violenza. Ora e sempre Resistenza!

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